Terzo anno di attività per EPPO - Procura Europea

EPPO - Procura Europea

L’1 giugno 2024 EPPO festeggia i primi 3 anni di operatività.

La nuova Istituzione Europea con sede in Lussemburgo (sita proprio accanto la Corte di Giustizia UE e la Corte dei Conti UE) ha avviato la sua operatività proprio il primo giugno 2021 segnando di fatto un radicale cambio di paradigma nel panorama del diritto penale europeo attraverso il superamento dei normali e vecchi strumenti di cooperazione giudiziari nel contrasto al crimine organizzato transnazionale ed alle frodi transfrontaliere.

La creazione di una procura unica a livello Europeo incaricata di indagare e rinviare a giudizio gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari del bilancio UE, rappresenta certamente un evento senza precedenti nella storia del processo di integrazione tra i Paesi Ue.

In questa ricorrenza della creazione della Procura Europea non può non ricordarsi -stante anche la vicinanza temporale con la sua morte – del contributo reso da un grande magistrato che ha inciso nella creazione di EPPO.

Nella creazione di EPPO c’è la visione delle indagini transnazionali di Giovanni Falcone attraverso il suo metodo “Follow the money”.

Con il suo metodo “seguire il denaro” è stato il primo a comprendere che la criminalità organizzata aveva spostato la sua attenzione sul campo economico-imprenditoriale, attraverso il coinvolgimento dei c.d. “colletti bianchi”. 

Come infatti ha avuto modo di evidenziare l’ex Ministro della Giustizia, Marta Cartabia: “l’esigenza di una Procura sovranazionale nonché la figura di un Procuratore Capo nel panorama europeo costituiscono una vera e propria eredità del magistrato Giovanni Falcone, che è stato il primo ad intuire che occorreva una protezione degli interessi finanziari a livello europeo”.

Impatto finanziario che ammonta a quasi 20 miliardi di Euro

L’attività di EPPO solo in questo 2023, attraverso il rapporto reso pubblico in data 1 Marzo 2024 ci indica 1.927 indagini in corso, con un impatto finanziario stimato per il bilancio dell’Unione Europea che supera i 19,2 miliardi di euro. 

Inoltre, sono stati emessi 139 rinvii a giudizio, registrando un aumento superiore al 50% rispetto all’anno precedente. 

Le richieste di congelamento di beni presentate e concesse dai giudici ammontano a 1,5 miliardi di euro, evidenziando un aumento significativo rispetto al 2022.

In tutto questo l’Italia risulta essere al primo posto per indagini e danni economici essendo prima anche per le indagini avviate sui finanziamenti legati al NextGenerationEU con ben 179 su un totale di 206 inchieste attive alla fine del 2023.

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I nuovi accordi con l’America Latina nell’ambito di EL PAcCTO 2.0, la dimensione esterna della Procura Europea

Avv. Vincenzo Mirarchi membro Eppo ObservatoryI recenti accordi, maturati nel contesto del programma EL PAcCTO 2.0 tra la Procura Europea (EPPO) e le autorità inquirenti di Colombia, Repubblica Dominicana e Uruguay, rivelano quanto la dimensione esterna della Procura Europea sia diventata un nodo cruciale per la sua stessa operatività[1].L’espansione dell’azione dell’EPPO oltre i confini dell’Unione risponde a un’esigenza inquirente dettata dalla natura delle fenomenologie criminose lesive delle finanze dell’Unione. Le frodi IVA transfrontaliere e le correlate condotte di riciclaggio si avvalgono, infatti, di architetture societarie globalizzate che richiedono una risposta giudiziaria di pari portata[2]. Di conseguenza, la necessità di disarticolare tali reti criminali impone all’EPPO di ampliare la propria capacità d’intervento oltre i confini dell’Unione, consolidando una rete di interlocutori privilegiati presso le giurisdizioni extracomunitarie.Dal punto di vista strettamente giuridico, il ricorso ai working arrangements si scontra con limiti strutturali che ne circoscrivono l’efficacia operativa.La base giuridica degli accordi risiede negli artt. 99 e 104 del Regolamento EPPO, che consentono di instaurare relazioni di cooperazione per lo scambio di informazioni strategiche e il distacco di ufficiali di collegamento. Tuttavia, l’art. 99, par. 3, delinea un limite invalicabile, statuendo che tali accordi operativi «non possono costituire il fondamento giuridico per la trasmissione di dati personali, né assumere natura vincolante». Ne consegue che qualsiasi invio di prove verso Paesi terzi rimane subordinato alle garanzie previste dal Capo VIII del medesimo Regolamento[3]. Preclusa la circolazione diretta dei dati personali probatori, il valore aggiunto di tali accordi risiede nella facilitazione dello scambio di informazioni strategiche: essi fungono da strumenti per preparare e accelerare le tradizionali procedure di mutua assistenza giudiziaria (MLA) e il congelamento dei beni.Pur non colmando del tutto la distanza tra la dimensione globale delle reti criminali e i limiti della sovranità territoriale, le intese esaminate testimoniano una maturazione del quadro cooperativo su cui l’EPPO può fondare la propria azione. La Procura Europea, nata per superare la frammentazione dello spazio giudiziario europeo, dipende infatti dalla propria capacità di interazione esterna per evitare che l’attività investigativa si arresti alle frontiere dell’Unione[1]. In mancanza di un autonomo potere di scambio dati con paesi terzi, essa è costretta a fare affidamento sugli accordi internazionali degli Stati membri. In tale scenario, la rete di interlocutori istituzionali consolidata da EL PAcCTO 2.0 diventa un fattore determinante per garantire l’efficacia operativa dei Procuratori Europei Delegati.BIBLIOGRAFIADocumenti istituzionali:European Commission, EU-Latin America step up justice cooperation against transnational organised crime, Directorate-General for Justice and Consumers, 19 febbraio 2026[2].Dottrina (Monografie e Articoli):BELFIORE R., I procuratori ‘super distrettuali’ per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea: un nuovo ‘terzo binario’ investigativo, in Sistema penale, fasc. 12/2021.CAMALDO L. (a cura di), L’istituzione del procuratore europeo e la tutela penale degli interessi finanziari dell’Unione europea, Torino, Giappichelli, 2014.DE AMICIS G., I rapporti della Procura europea con Eurojust, Olaf ed Europol. Le questioni in gioco, in Le sfide dell’attuazione di una Procura europea: definizione di regole comuni e loro impatto sugli ordinamenti interni, a cura di G. Grasso, G. Illuminati, R. Sicurella, S. Allegrezza, Milano, Giuffrè, 2013.PICOTTI L., Le basi giuridiche per l’introduzione di norme penali comuni relative ai reati oggetto della competenza della Procura europea, in Diritto penale contemporaneo, 2013.SALAZAR L., Habemus EPPO! La lunga marcia della Procura europea, in Archivio penale, n. 3, 2017.SICURELLA R., Il diritto penale applicabile dalla Procura europea: diritto penale sovrannazionale o diritto nazionale ‘armonizzato’? Le questioni in gioco, in Diritto penale contemporaneo, 2013GONI, M. MINÌ, I nodi irrisolti della nuova Procura europea, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12; N. FRANSSEN, The future judicial cooperation between the EPPO and third countries, in New Journal of European Criminal Law, 2019; F. GIUFFRIDA, The relations between the European Public Prosecutor’s Office and the Member States that do not participate in the enhanced cooperation, in New Journal of European Criminal Law, 14(1), 2023. NOTE[1] Il programma EL PAcCTO 2.0, lanciato nel luglio 2023, mira a rafforzare la collaborazione UE-America Latina in materia di giustizia e sicurezza, supportando indagini transfrontaliere. In tale ottica, il recente incontro di Bruxelles del febbraio 2026 ha visto convergere EPPO, Eurojust ed EEAS proprio per tradurre l’impegno politico in azioni investigative concrete su mutua assistenza e tracciamento dei patrimoni illeciti.[2] In altre parole, l’entità dei profitti rende il trasferimento illecito di capitali verso giurisdizioni extra-UE uno sbocco quasi naturale per le organizzazioni criminali, evidenziando la necessità di una cooperazione oltre i confini dell’Unione.[3] La Procura Europea ha facoltà di stipulare intese con Stati extra-UE per la cooperazione strategica; ciononostante, qualora la condivisione riguardi elementi probatori concreti — e dunque dati sensibili — tali accordi risultano insufficienti, rendendo necessario il ricorso alle specifiche procedure previste nel Regolamento Eppo che garantiscano la salvaguardia della riservatezza individuale.[4]Sul punto si veda ex multis A. VENEGONI, M. MINÌ, I nodi irrisolti della nuova Procura europea, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12; N. FRANSSEN, The future judicial cooperation between the EPPO and third countries, in New Journal of European Criminal Law, 2019; F. GIUFFRIDA, The relations between the European Public Prosecutor’s Office and the Member States that do not participate in the enhanced cooperation, in New Journal of European Criminal Law, 14(1), 2023.[5] Documento programmatico ufficiale inerente al partenariato nell’ambito di EL PAcCTO 2.0.

La Procura Europea al centro del corso di formazione svoltosi al Parlamento Europeo di Bruxelles

Si è svolto presso il Parlamento Europeo di Bruxelles il corso di alta formazione dedicato a “La Procura Europea: un nuovo paradigma per la giustizia penale in Europa”, promosso nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory). L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra accademici, avvocati, magistrati e rappresentanti istituzionali sui principali temi legati all’attività della Procura Europea (EPPO) e all’evoluzione della cooperazione giudiziaria europea. Nel corso delle due giornate di lavori, articolate in panel tematici, approfondimenti tecnici ed esercitazioni pratiche, è emersa con forza la necessità di sviluppare competenze sempre più specialistiche in materia di diritto penale europeo, in un contesto caratterizzato da una crescente integrazione tra gli ordinamenti degli Stati membri. Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Gianluca Pipitone, Presidente dell’Osservatorio Procura Europea, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l’importanza di creare momenti di alta formazione dedicati agli operatori del diritto: «Questo corso rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere le nuove dinamiche della giustizia penale europea e per rafforzare le competenze degli operatori del diritto chiamati a confrontarsi con l’EPPO. L’obiettivo è creare una rete professionale capace di affrontare con consapevolezza le sfide poste dall’evoluzione normativa e tecnologica». L’avvocato Alessandro Mazzone, membro dell’Organismo Congressuale Forense (nonché membro dell’osservatorio Procura Europea), ha portato il saluto dell’OCF e del suo coordinatore, avv. Fedele Moretti, evidenziando il ruolo sempre più centrale dell’avvocatura nel confronto con le nuove forme di cooperazione giudiziaria europea: «Sono estremamente grato all’on. Mantovani per averci dato l’opportunità di portare, nel cuore pulsante dell’Unione Europea, il nostro Osservatorio, con relatori di altissimo livello e temi di grande attualità. Nel recente Congresso dell’avvocatura, svoltosi a Torino, abbiamo approvato quasi all’unanimità una mozione, condivisa con l’Osservatorio EPPO, che mira a rafforzare le garanzie difensive nei procedimenti della Procura Europea. Essere qui a Bruxelles ci rende orgogliosi e ci stimola a impegnarci sempre di più per essere un punto di osservazione attento e vigile sull’attività della Procura Europea». Nel suo intervento istituzionale, l’Onorevole Mario Mantovani, Vicepresidente della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, ha evidenziato il valore strategico della Procura Europea nel rafforzamento dello spazio comune di giustizia dell’Unione Europea: «La Procura Europea rappresenta un pilastro fondamentale nel rafforzamento dello spazio di giustizia europeo. Occasioni come questa contribuiscono a costruire una cultura giuridica comune e a promuovere una cooperazione efficace tra gli Stati membri». Tra gli interventi più rilevanti, particolare attenzione ha suscitato il confronto tra la Procuratrice Europea Delegata francese, dott.ssa Cecile Soriano, e la Procuratrice Europea Delegata italiana, dott.ssa Maria Teresa Orlando, che hanno offerto un’analisi comparata dell’esperienza operativa dell’EPPO nei rispettivi ordinamenti nazionali, affrontando criticità applicative, strumenti investigativi e prospettive evolutive della cooperazione giudiziaria europea. Di grande rilievo anche l’intervento del prof. Lucio Camaldo dell’Università Statale di Milano, che ha approfondito origini, struttura e criticità operative della Procura Europea, offrendo una lettura scientifica del nuovo modello di integrazione giudiziaria europea. Ampio spazio è stato dedicato inoltre ai temi di maggiore attualità nel panorama del diritto penale europeo, tra cui il panel sul caso EncroChat e Sky ECC e sulle prove digitali transnazionali, con l’intervento dell’avvocato Walter De Agostino del Foro di Roma, che ha approfondito il tema dell’ammissibilità delle prove digitali e delle garanzie difensive nei procedimenti europei. Di particolare interesse anche il panel dedicato agli ordini europei di sequestro e confisca e alle ricadute sul diritto di difesa, con gli interventi della dott.ssa Caterina Scialla dell’Università Federico II di Napoli e dell’avvocato Alessandro Viglione del Foro di Milano. La seconda giornata si è concentrata sulle novità normative e sulla pratica della difesa nei procedimenti EPPO, con l’intervento della prof.ssa Stefania Lanni dedicato al tema della cosiddetta “colpa digitale” e ai nuovi scenari della responsabilità penale nell’era cibernetica. Particolarmente apprezzata dai partecipanti è stata inoltre l’esercitazione pratica dedicata alla simulazione della difesa di un cliente nell’ambito di un procedimento EPPO, coordinata dagli avvocati Irene Lepre (responsabile coordinamento scientifico dell’Osservatorio Procura Europea) del Foro di Napoli e Silvia Gazzetti del Foro di Milano, che ha consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le problematiche operative della difesa penale europea. I lavori sono stati moderati dagli avvocati Sonia Sommacal (socia fondatrice) del Foro di Belluno, Fabio Calderone del Foro di Padova e Matteo De Meo, Vicepresidente dell’Osservatorio Procura Europea, che hanno coordinato i diversi panel favorendo un confronto dinamico, concreto e costruttivo tra relatori, professionisti e partecipanti. Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato proprio il dialogo tra colleghi provenienti da diverse realtà professionali e territoriali, che ha consentito un proficuo scambio di esperienze e competenze sui temi della Procura Europea e della cooperazione giudiziaria internazionale. Il pomeriggio del 5 maggio il corso si è concluso con una visita istituzionale presso la Commissione Europea, nei dipartimenti della DG JUST, dedicata all’approfondimento delle politiche europee in materia di giustizia, cooperazione giudiziaria e tutela dello Stato di diritto, offrendo ai partecipanti un’ulteriore occasione di confronto diretto con le istituzioni europee. L’evento si inserisce nel percorso avviato dall’Osservatorio Procura Europea per promuovere il dialogo tra istituzioni europee, avvocatura e mondo accademico, contribuendo alla costruzione di una cultura giuridica sempre più consapevole delle sfide poste dalla giustizia penale europea e dall’attività della Procura Europea.

EPPO E INDAGINI DIFENSIVE: VERSO UNA GIUSTIZIA EUROPEA CONDIVISA – Milano, 9 dicembre 2025 – Sala Eligio Gualdoni, Palazzo di Giustizia

EPPO E INDAGINI DIFENSIVE: VERSO UNA GIUSTIZIA EUROPEA CONDIVISA – Milano, 9 dicembre 2025 – Sala Eligio Gualdoni, Palazzo di Giustizia All’interno della splendida cornice del Tribunale di Milano si è svolto il convegno“Dal Foro Nazionale allo Spazio Giudiziario Europeo – Le indagini difensive nell’era della EPPO tra sfide ed opportunità” è stato una formidabile occasione di confronto tra colleghe e colleghi del Foro di Milano e di altri fori italiani, uniti da un comune interesse: rafforzare il dialogo tra avvocatura e istituzioni Europee. I lavori sono stati aperti dai saluti del Presidente dell’Ordine di Milano l’Avv. Antonino La Lumia e dal Vice-Presidente dell’Osservatorio Procura Europea Avv. Francesco Leone che che hanno sottolineato l’importanza di considerare la Procura Europea una fondamentale opportunità di crescita professionale per l’avvocatura.   I lavori dell’evento si sono articolati in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, che ha seguito un filo logico preciso: La sessione mattutina è stata dedicata alla genesi, struttura e competenze della Procura Europea (EPPO), all’articolazione delle garanzie difensive nei procedimenti innanzi la Procura Europea, ed all’illustrazione – con attenzione a tutti i passaggi normativi – del modello delle indagini difensive italiano quale possibile best standard europeo in tema di parità delle armi con interventi di grande spessore giuridico, tra tutti quello del prof. Lucio Camaldo dell’Università degli Studi di Milano (ordinario della cattedra di procedura penale). La sessione pomeridiana ha costituito lo spazio di approfondimento di tali tematiche, a partire dalle implicazioni del legal privilege nelle indagini difensive nell’interesse di privati e nelle indagini interne alle aziende, a cura dell’avv. Cesare Capuzzo, del foro di Milano, continuando con un’analisi comparata sulle investigazioni difensive consentite in altri paesi europei, temi sempre più centrali nel sistema delle cooperazioni giudiziarie transnazionali. Particolarmente stimolante è stato il panel con il Procuratore Europeo Delegato, Dott. Gaetano Ruta, in cui si è approfondita la differenza tra “competenza” giurisdizionale e “attribuzioni” in materia investigativa dell’EPPO, sfiorando il dibattito cruciale sull’eventuale estensione delle competenze materiali dell’EPPO in futuro. Il convegno ha visto la partecipazione dei componenti dell’Osservatorio EPPO nella persona del Presidente Avv. Gianluca Pipitone, del Foro di Palermo e, quali coordinatori, dei membri del direttivo Avv. Sonia Somacal, del foro di Belluno, ed Avv. Matteo De Meo, del foro di Vicenza ed è stato organizzato grazie -tra gli altri- dell’apporto del collega Avv. Alessandro Mazzone, del Foro di Milano, membro dell’Osservatorio EPPO e componente dell’OCF, e dalla collega Avv. Irene Lepre, del Foro di Napoli, coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio, i cui interventi si sono focalizzati sulle prospettive che le indagini difensive offrono all’implementazione delle garanzie difensive nei Paesi aderenti ad EPPO. Il convegno si inserisce nel fitto catalogo di attività dell’Osservatorio EPPO, nato per includere l’avvocatura e i commercialisti in un percorso di studio, partecipazione e crescita collettiva sulle tematiche di maggior interesse nel panorama normativo europeo. È già prevista una replica del convegno a Napoli il 9 gennaio 2026, e siamo fiduciosi che, alla luce dell’interesse crescente, potrà presto prendere forma anche un terzo appuntamento formativo a Bruxelles, cuore delle istituzioni europee. Le procedure innanzi la Procura Europea e le indagini difensive in ambito europeo, infatti, saranno sempre più centrali nei prossimi anni, e necessitano di un confronto stabile tra giuristi, accademici e istituzioni. L’Osservatorio EPPO vuole continuare ad essere luogo di elaborazione, proposta e scambio. Solo da un confronto continuo potrà nascere una vera giustizia europea condivisa, capace di coniugare efficienza, cooperazione e piena tutela dei diritti fondamentali. L’Osservatorio è aperto alla partecipazione di tutti gli avvocati ed i dottori commercialisti interessati all’approfondimento ed alla formazione di tali tematiche. Per informazioni è possibile consultare il sito dell’osservatorio: https://www.osservatorioprocuraeuropea.com Condividi: Articoli Recenti

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