Procura Europea e diritto tributario: a Cuneo un nuovo confronto sulle frodi IVA e la tutela degli interessi finanziari dell’Unione

Convegno Procura Europea e frodi IVA a Cuneo – EPPO Observatory

Il 23 ottobre 2026 l’EPPO Observatory promuove a Cuneo un incontro dedicato alle nuove frontiere del contrasto alle frodi IVA, tra investigazione, diritto penale europeo, diritto tributario, compliance e cooperazione istituzionale. Prosegue l’attività scientifica e formativa dell’Associazione Osservatorio Procura Europea – EPPO Observatory sui temi della tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea e dell’evoluzione del sistema europeo di contrasto alla criminalità economica. Il prossimo 23 ottobre 2026, dalle ore 14.00 alle ore 19.00, presso la Sala Falco della Provincia di Cuneo, si terrà il convegno “Procura Europea e diritto tributario – Le nuove frontiere del contrasto alle frodi IVA tra investigazione, compliance e cooperazione istituzionale”. Convegno Cuneo DEFINITIVO L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere a confronto magistratura, avvocatura e professionisti su un terreno che assume una rilevanza sempre maggiore nell’azione della Procura Europea (EPPO): il contrasto alle frodi IVA e, più in generale, alle forme di criminalità economica capaci di incidere sugli interessi finanziari dell’Unione. EPPO, frodi IVA e cooperazione tra autorità La dimensione sempre più frequentemente transnazionale delle frodi fiscali richiede strumenti investigativi e forme di cooperazione capaci di superare i confini dei singoli ordinamenti nazionali. L’istituzione della Procura Europea ha rappresentato, sotto questo profilo, un passaggio fondamentale nella costruzione dello spazio giudiziario europeo, introducendo un’autorità requirente sovranazionale competente, nei limiti stabiliti dal diritto dell’Unione, a indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE. Il convegno di Cuneo intende approfondire proprio questa evoluzione, mettendo in relazione diritto penale europeo, diritto tributario, tecniche investigative, cooperazione tra autorità e sistemi di prevenzione e compliance. Il programma dei lavori Ad aprire il convegno saranno i saluti istituzionali dell’Avv. Gianluca Pipitone, Presidente dell’EPPO Observatory; dell’Avv. Alessandro Ferrero, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo; della Dott.ssa Aurelia Isoardi, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cuneo; del Dott. Luca Crosetto, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo; dell’Avv. Lorenzo Imperato, Presidente del Centro Diritto Penale Tributario Ivo Caraccioli; e dell’Avv. Alessandro Mazzone, dell’Organismo Congressuale Forense – EPPO Observatory. La prima sessione sarà dedicata a “La Procura Europea e la tutela degli interessi finanziari dell’Unione”, con l’intervento dell’Avv. Irene Lepre, Coordinatrice della Commissione Scientifica dell’EPPO Observatory. A moderare sarà l’Avv. Alessandro Mazzone, dell’Organismo Congressuale Forense – EPPO Observatory. Seguirà l’approfondimento dedicato a “Frodi IVA e criminalità economica organizzata: nuovi modelli investigativi e cooperazione tra autorità”, affidato al Dott. Stefano Castellani, Procuratore Europeo Delegato presso EPPO Torino, con la collaborazione della Guardia di Finanza presso il suo Ufficio. La sessione sarà moderata dall’Avv. Matteo De Meo, componente del Direttivo dell’EPPO Observatory. Il confronto proseguirà sul tema “La tutela degli interessi finanziari dell’UE: competenze EPPO e reati connessi”, con gli interventi dell’Avv. Alex Ingrassia, del Foro di Milano, e dell’Avv. Alessandra Mereu, del Foro di Genova e Segretario del Centro Diritto Penale Tributario. A moderare sarà l’Avv. Alessandro Viglione, del Centro Diritto Penale Tributario – EPPO Observatory. Un’ulteriore sessione sarà dedicata a “Diritto tributario e diritto penale europeo: verso una cultura comune della prevenzione delle frodi”, con l’intervento del Dott. Renato Bonsignori, dell’EPPO Observatory, e la moderazione dell’Avv. Sonia Sommacal, componente del Direttivo dell’Osservatorio. A chiudere il programma sarà l’approfondimento sulle “Nuove prospettive del contrasto alle frodi IVA: cenni in tema di compliance”, con il Prof. Dott. Corrado Ferriani, Dottore Commercialista e Revisore Legale – Università eCampus. La sessione sarà moderata dall’Avv. Alessandro Viglione, del Centro Diritto Penale Tributario Ivo Caraccioli – EPPO Observatory. Il dialogo tra professioni come strumento di prevenzione La presenza congiunta di magistrati, avvocati e commercialisti risponde alla volontà di favorire una lettura interdisciplinare dei fenomeni di criminalità economica e delle frodi lesive degli interessi finanziari dell’Unione. La progressiva europeizzazione delle indagini economiche e tributarie rende infatti sempre più importante la costruzione di un linguaggio comune tra le diverse professionalità coinvolte, tanto sul versante dell’investigazione e della repressione quanto su quello della prevenzione e della compliance. È proprio in questa prospettiva che l’EPPO Observatory intende continuare a promuovere occasioni di confronto tra istituzioni, magistratura, avvocatura, mondo accademico e professioni economiche. Un ringraziamento particolare all’Avv. Alessandro Viglione Un particolare ringraziamento va all’Avv. Alessandro Viglione, componente dell’EPPO Observatory e del Centro Diritto Penale Tributario Ivo Caraccioli, per aver promosso l’iniziativa e contribuito alla sua realizzazione, favorendo il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà professionali del territorio. Il convegno di Cuneo rappresenta infatti anche il risultato della capacità dell’Osservatorio di sviluppare, attraverso l’impegno dei propri componenti, iniziative territoriali capaci di mettere in rete competenze, professioni e istituzioni attorno ai grandi temi della giustizia penale europea. Informazioni e iscrizioni Il convegno si terrà venerdì 23 ottobre 2026, dalle ore 14.00 alle ore 19.00, presso la Sala Falco della Provincia di Cuneo. L’evento è riconosciuto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cuneo. Per iscrizioni:info@osservatorioprocuraeuropea.com

I nuovi accordi con l’America Latina nell’ambito di EL PAcCTO 2.0, la dimensione esterna della Procura Europea

Avv. Vincenzo Mirarchi membro Eppo ObservatoryI recenti accordi, maturati nel contesto del programma EL PAcCTO 2.0 tra la Procura Europea (EPPO) e le autorità inquirenti di Colombia, Repubblica Dominicana e Uruguay, rivelano quanto la dimensione esterna della Procura Europea sia diventata un nodo cruciale per la sua stessa operatività[1].L’espansione dell’azione dell’EPPO oltre i confini dell’Unione risponde a un’esigenza inquirente dettata dalla natura delle fenomenologie criminose lesive delle finanze dell’Unione. Le frodi IVA transfrontaliere e le correlate condotte di riciclaggio si avvalgono, infatti, di architetture societarie globalizzate che richiedono una risposta giudiziaria di pari portata[2]. Di conseguenza, la necessità di disarticolare tali reti criminali impone all’EPPO di ampliare la propria capacità d’intervento oltre i confini dell’Unione, consolidando una rete di interlocutori privilegiati presso le giurisdizioni extracomunitarie.Dal punto di vista strettamente giuridico, il ricorso ai working arrangements si scontra con limiti strutturali che ne circoscrivono l’efficacia operativa.La base giuridica degli accordi risiede negli artt. 99 e 104 del Regolamento EPPO, che consentono di instaurare relazioni di cooperazione per lo scambio di informazioni strategiche e il distacco di ufficiali di collegamento. Tuttavia, l’art. 99, par. 3, delinea un limite invalicabile, statuendo che tali accordi operativi «non possono costituire il fondamento giuridico per la trasmissione di dati personali, né assumere natura vincolante». Ne consegue che qualsiasi invio di prove verso Paesi terzi rimane subordinato alle garanzie previste dal Capo VIII del medesimo Regolamento[3]. Preclusa la circolazione diretta dei dati personali probatori, il valore aggiunto di tali accordi risiede nella facilitazione dello scambio di informazioni strategiche: essi fungono da strumenti per preparare e accelerare le tradizionali procedure di mutua assistenza giudiziaria (MLA) e il congelamento dei beni.Pur non colmando del tutto la distanza tra la dimensione globale delle reti criminali e i limiti della sovranità territoriale, le intese esaminate testimoniano una maturazione del quadro cooperativo su cui l’EPPO può fondare la propria azione. La Procura Europea, nata per superare la frammentazione dello spazio giudiziario europeo, dipende infatti dalla propria capacità di interazione esterna per evitare che l’attività investigativa si arresti alle frontiere dell’Unione[1]. In mancanza di un autonomo potere di scambio dati con paesi terzi, essa è costretta a fare affidamento sugli accordi internazionali degli Stati membri. In tale scenario, la rete di interlocutori istituzionali consolidata da EL PAcCTO 2.0 diventa un fattore determinante per garantire l’efficacia operativa dei Procuratori Europei Delegati.BIBLIOGRAFIADocumenti istituzionali:European Commission, EU-Latin America step up justice cooperation against transnational organised crime, Directorate-General for Justice and Consumers, 19 febbraio 2026[2].Dottrina (Monografie e Articoli):BELFIORE R., I procuratori ‘super distrettuali’ per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea: un nuovo ‘terzo binario’ investigativo, in Sistema penale, fasc. 12/2021.CAMALDO L. (a cura di), L’istituzione del procuratore europeo e la tutela penale degli interessi finanziari dell’Unione europea, Torino, Giappichelli, 2014.DE AMICIS G., I rapporti della Procura europea con Eurojust, Olaf ed Europol. Le questioni in gioco, in Le sfide dell’attuazione di una Procura europea: definizione di regole comuni e loro impatto sugli ordinamenti interni, a cura di G. Grasso, G. Illuminati, R. Sicurella, S. Allegrezza, Milano, Giuffrè, 2013.PICOTTI L., Le basi giuridiche per l’introduzione di norme penali comuni relative ai reati oggetto della competenza della Procura europea, in Diritto penale contemporaneo, 2013.SALAZAR L., Habemus EPPO! La lunga marcia della Procura europea, in Archivio penale, n. 3, 2017.SICURELLA R., Il diritto penale applicabile dalla Procura europea: diritto penale sovrannazionale o diritto nazionale ‘armonizzato’? Le questioni in gioco, in Diritto penale contemporaneo, 2013GONI, M. MINÌ, I nodi irrisolti della nuova Procura europea, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12; N. FRANSSEN, The future judicial cooperation between the EPPO and third countries, in New Journal of European Criminal Law, 2019; F. GIUFFRIDA, The relations between the European Public Prosecutor’s Office and the Member States that do not participate in the enhanced cooperation, in New Journal of European Criminal Law, 14(1), 2023. NOTE[1] Il programma EL PAcCTO 2.0, lanciato nel luglio 2023, mira a rafforzare la collaborazione UE-America Latina in materia di giustizia e sicurezza, supportando indagini transfrontaliere. In tale ottica, il recente incontro di Bruxelles del febbraio 2026 ha visto convergere EPPO, Eurojust ed EEAS proprio per tradurre l’impegno politico in azioni investigative concrete su mutua assistenza e tracciamento dei patrimoni illeciti.[2] In altre parole, l’entità dei profitti rende il trasferimento illecito di capitali verso giurisdizioni extra-UE uno sbocco quasi naturale per le organizzazioni criminali, evidenziando la necessità di una cooperazione oltre i confini dell’Unione.[3] La Procura Europea ha facoltà di stipulare intese con Stati extra-UE per la cooperazione strategica; ciononostante, qualora la condivisione riguardi elementi probatori concreti — e dunque dati sensibili — tali accordi risultano insufficienti, rendendo necessario il ricorso alle specifiche procedure previste nel Regolamento Eppo che garantiscano la salvaguardia della riservatezza individuale.[4]Sul punto si veda ex multis A. VENEGONI, M. MINÌ, I nodi irrisolti della nuova Procura europea, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12; N. FRANSSEN, The future judicial cooperation between the EPPO and third countries, in New Journal of European Criminal Law, 2019; F. GIUFFRIDA, The relations between the European Public Prosecutor’s Office and the Member States that do not participate in the enhanced cooperation, in New Journal of European Criminal Law, 14(1), 2023.[5] Documento programmatico ufficiale inerente al partenariato nell’ambito di EL PAcCTO 2.0.

La Procura Europea al centro del corso di formazione svoltosi al Parlamento Europeo di Bruxelles

Si è svolto presso il Parlamento Europeo di Bruxelles il corso di alta formazione dedicato a “La Procura Europea: un nuovo paradigma per la giustizia penale in Europa”, promosso nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory). L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra accademici, avvocati, magistrati e rappresentanti istituzionali sui principali temi legati all’attività della Procura Europea (EPPO) e all’evoluzione della cooperazione giudiziaria europea. Nel corso delle due giornate di lavori, articolate in panel tematici, approfondimenti tecnici ed esercitazioni pratiche, è emersa con forza la necessità di sviluppare competenze sempre più specialistiche in materia di diritto penale europeo, in un contesto caratterizzato da una crescente integrazione tra gli ordinamenti degli Stati membri. Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Gianluca Pipitone, Presidente dell’Osservatorio Procura Europea, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l’importanza di creare momenti di alta formazione dedicati agli operatori del diritto: «Questo corso rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere le nuove dinamiche della giustizia penale europea e per rafforzare le competenze degli operatori del diritto chiamati a confrontarsi con l’EPPO. L’obiettivo è creare una rete professionale capace di affrontare con consapevolezza le sfide poste dall’evoluzione normativa e tecnologica». L’avvocato Alessandro Mazzone, membro dell’Organismo Congressuale Forense (nonché membro dell’osservatorio Procura Europea), ha portato il saluto dell’OCF e del suo coordinatore, avv. Fedele Moretti, evidenziando il ruolo sempre più centrale dell’avvocatura nel confronto con le nuove forme di cooperazione giudiziaria europea: «Sono estremamente grato all’on. Mantovani per averci dato l’opportunità di portare, nel cuore pulsante dell’Unione Europea, il nostro Osservatorio, con relatori di altissimo livello e temi di grande attualità. Nel recente Congresso dell’avvocatura, svoltosi a Torino, abbiamo approvato quasi all’unanimità una mozione, condivisa con l’Osservatorio EPPO, che mira a rafforzare le garanzie difensive nei procedimenti della Procura Europea. Essere qui a Bruxelles ci rende orgogliosi e ci stimola a impegnarci sempre di più per essere un punto di osservazione attento e vigile sull’attività della Procura Europea». Nel suo intervento istituzionale, l’Onorevole Mario Mantovani, Vicepresidente della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, ha evidenziato il valore strategico della Procura Europea nel rafforzamento dello spazio comune di giustizia dell’Unione Europea: «La Procura Europea rappresenta un pilastro fondamentale nel rafforzamento dello spazio di giustizia europeo. Occasioni come questa contribuiscono a costruire una cultura giuridica comune e a promuovere una cooperazione efficace tra gli Stati membri». Tra gli interventi più rilevanti, particolare attenzione ha suscitato il confronto tra la Procuratrice Europea Delegata francese, dott.ssa Cecile Soriano, e la Procuratrice Europea Delegata italiana, dott.ssa Maria Teresa Orlando, che hanno offerto un’analisi comparata dell’esperienza operativa dell’EPPO nei rispettivi ordinamenti nazionali, affrontando criticità applicative, strumenti investigativi e prospettive evolutive della cooperazione giudiziaria europea. Di grande rilievo anche l’intervento del prof. Lucio Camaldo dell’Università Statale di Milano, che ha approfondito origini, struttura e criticità operative della Procura Europea, offrendo una lettura scientifica del nuovo modello di integrazione giudiziaria europea. Ampio spazio è stato dedicato inoltre ai temi di maggiore attualità nel panorama del diritto penale europeo, tra cui il panel sul caso EncroChat e Sky ECC e sulle prove digitali transnazionali, con l’intervento dell’avvocato Walter De Agostino del Foro di Roma, che ha approfondito il tema dell’ammissibilità delle prove digitali e delle garanzie difensive nei procedimenti europei. Di particolare interesse anche il panel dedicato agli ordini europei di sequestro e confisca e alle ricadute sul diritto di difesa, con gli interventi della dott.ssa Caterina Scialla dell’Università Federico II di Napoli e dell’avvocato Alessandro Viglione del Foro di Milano. La seconda giornata si è concentrata sulle novità normative e sulla pratica della difesa nei procedimenti EPPO, con l’intervento della prof.ssa Stefania Lanni dedicato al tema della cosiddetta “colpa digitale” e ai nuovi scenari della responsabilità penale nell’era cibernetica. Particolarmente apprezzata dai partecipanti è stata inoltre l’esercitazione pratica dedicata alla simulazione della difesa di un cliente nell’ambito di un procedimento EPPO, coordinata dagli avvocati Irene Lepre (responsabile coordinamento scientifico dell’Osservatorio Procura Europea) del Foro di Napoli e Silvia Gazzetti del Foro di Milano, che ha consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le problematiche operative della difesa penale europea. I lavori sono stati moderati dagli avvocati Sonia Sommacal (socia fondatrice) del Foro di Belluno, Fabio Calderone del Foro di Padova e Matteo De Meo, Vicepresidente dell’Osservatorio Procura Europea, che hanno coordinato i diversi panel favorendo un confronto dinamico, concreto e costruttivo tra relatori, professionisti e partecipanti. Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato proprio il dialogo tra colleghi provenienti da diverse realtà professionali e territoriali, che ha consentito un proficuo scambio di esperienze e competenze sui temi della Procura Europea e della cooperazione giudiziaria internazionale. Il pomeriggio del 5 maggio il corso si è concluso con una visita istituzionale presso la Commissione Europea, nei dipartimenti della DG JUST, dedicata all’approfondimento delle politiche europee in materia di giustizia, cooperazione giudiziaria e tutela dello Stato di diritto, offrendo ai partecipanti un’ulteriore occasione di confronto diretto con le istituzioni europee. L’evento si inserisce nel percorso avviato dall’Osservatorio Procura Europea per promuovere il dialogo tra istituzioni europee, avvocatura e mondo accademico, contribuendo alla costruzione di una cultura giuridica sempre più consapevole delle sfide poste dalla giustizia penale europea e dall’attività della Procura Europea.

EPPO E INDAGINI DIFENSIVE: VERSO UNA GIUSTIZIA EUROPEA CONDIVISA – Milano, 9 dicembre 2025 – Sala Eligio Gualdoni, Palazzo di Giustizia

EPPO E INDAGINI DIFENSIVE: VERSO UNA GIUSTIZIA EUROPEA CONDIVISA – Milano, 9 dicembre 2025 – Sala Eligio Gualdoni, Palazzo di Giustizia All’interno della splendida cornice del Tribunale di Milano si è svolto il convegno“Dal Foro Nazionale allo Spazio Giudiziario Europeo – Le indagini difensive nell’era della EPPO tra sfide ed opportunità” è stato una formidabile occasione di confronto tra colleghe e colleghi del Foro di Milano e di altri fori italiani, uniti da un comune interesse: rafforzare il dialogo tra avvocatura e istituzioni Europee. I lavori sono stati aperti dai saluti del Presidente dell’Ordine di Milano l’Avv. Antonino La Lumia e dal Vice-Presidente dell’Osservatorio Procura Europea Avv. Francesco Leone che che hanno sottolineato l’importanza di considerare la Procura Europea una fondamentale opportunità di crescita professionale per l’avvocatura.   I lavori dell’evento si sono articolati in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, che ha seguito un filo logico preciso: La sessione mattutina è stata dedicata alla genesi, struttura e competenze della Procura Europea (EPPO), all’articolazione delle garanzie difensive nei procedimenti innanzi la Procura Europea, ed all’illustrazione – con attenzione a tutti i passaggi normativi – del modello delle indagini difensive italiano quale possibile best standard europeo in tema di parità delle armi con interventi di grande spessore giuridico, tra tutti quello del prof. Lucio Camaldo dell’Università degli Studi di Milano (ordinario della cattedra di procedura penale). La sessione pomeridiana ha costituito lo spazio di approfondimento di tali tematiche, a partire dalle implicazioni del legal privilege nelle indagini difensive nell’interesse di privati e nelle indagini interne alle aziende, a cura dell’avv. Cesare Capuzzo, del foro di Milano, continuando con un’analisi comparata sulle investigazioni difensive consentite in altri paesi europei, temi sempre più centrali nel sistema delle cooperazioni giudiziarie transnazionali. Particolarmente stimolante è stato il panel con il Procuratore Europeo Delegato, Dott. Gaetano Ruta, in cui si è approfondita la differenza tra “competenza” giurisdizionale e “attribuzioni” in materia investigativa dell’EPPO, sfiorando il dibattito cruciale sull’eventuale estensione delle competenze materiali dell’EPPO in futuro. Il convegno ha visto la partecipazione dei componenti dell’Osservatorio EPPO nella persona del Presidente Avv. Gianluca Pipitone, del Foro di Palermo e, quali coordinatori, dei membri del direttivo Avv. Sonia Somacal, del foro di Belluno, ed Avv. Matteo De Meo, del foro di Vicenza ed è stato organizzato grazie -tra gli altri- dell’apporto del collega Avv. Alessandro Mazzone, del Foro di Milano, membro dell’Osservatorio EPPO e componente dell’OCF, e dalla collega Avv. Irene Lepre, del Foro di Napoli, coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio, i cui interventi si sono focalizzati sulle prospettive che le indagini difensive offrono all’implementazione delle garanzie difensive nei Paesi aderenti ad EPPO. Il convegno si inserisce nel fitto catalogo di attività dell’Osservatorio EPPO, nato per includere l’avvocatura e i commercialisti in un percorso di studio, partecipazione e crescita collettiva sulle tematiche di maggior interesse nel panorama normativo europeo. È già prevista una replica del convegno a Napoli il 9 gennaio 2026, e siamo fiduciosi che, alla luce dell’interesse crescente, potrà presto prendere forma anche un terzo appuntamento formativo a Bruxelles, cuore delle istituzioni europee. Le procedure innanzi la Procura Europea e le indagini difensive in ambito europeo, infatti, saranno sempre più centrali nei prossimi anni, e necessitano di un confronto stabile tra giuristi, accademici e istituzioni. L’Osservatorio EPPO vuole continuare ad essere luogo di elaborazione, proposta e scambio. Solo da un confronto continuo potrà nascere una vera giustizia europea condivisa, capace di coniugare efficienza, cooperazione e piena tutela dei diritti fondamentali. L’Osservatorio è aperto alla partecipazione di tutti gli avvocati ed i dottori commercialisti interessati all’approfondimento ed alla formazione di tali tematiche. Per informazioni è possibile consultare il sito dell’osservatorio: https://www.osservatorioprocuraeuropea.com Condividi: Articoli Recenti

Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) – Approvata la mozione sulla Carta dei Diritti Procedurali EPPO

Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) Avv. Alessandro Mazzone entra a far parte dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) Un nuovo incarico di prestigio per il membro dell’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory) L’Avv. Alessandro Mazzone, del Foro di Milano e membro dell’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory), è stato eletto componente dell’Organismo Congressuale Forense (OCF), il massimo organo di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana. L’elezione è avvenuta durante i lavori del XXXVI Congresso Nazionale Forense, svoltosi al Centro Congressi del Lingotto di Torino. Per quattro intense giornate, quasi duemila avvocati provenienti da tutta Italia si sono confrontati su giustizia, diritti e futuro della professione forense. Le decisioni del Congresso Nazionale Forense: approvata la mozione sulla Carta dei Diritti Procedurali EPPO Nel corso del Congresso è stata approvata la mozione n. 1703, che prevede importanti sviluppi in materia di giustizia europea, tra cui: Elaborazione di una Carta dei Diritti Procedurali EPPO, per garantire un sistema di tutele omogeneo nei procedimenti di competenza della Procura Europea; Introduzione di un meccanismo di controllo giurisdizionale trasparente e uniforme sulle attività investigative e coercitive dell’organo europeo; Promozione e diffusione del Portale Digitale EPPO per la Difesa, anche attraverso convenzioni con le istituzioni europee, come strumento tecnologico essenziale per assicurare l’effettività del contraddittorio e l’equilibrio tra accusa e difesa nel processo penale europeo. Il riconoscimento all’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory) L’ingresso dell’Avv. Mazzone nell’OCF rappresenta un importante riconoscimento per l’attività dell’Osservatorio Procura Europea (EPPO Observatory), che continuerà a contribuire attivamente al dibattito nazionale e internazionale sui temi della giustizia europea, delle garanzie difensive e dei diritti fondamentali. Le dichiarazioni dell’Avv. Alessandro Mazzone «Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e gratitudine – ha dichiarato l’Avv. Mazzone subito dopo la proclamazione – con l’orgoglio di far parte dell’eccezionale squadra di colleghe e colleghi, capitanata dall’ottimo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Avv. Antonino La Lumia.In un momento di grandi trasformazioni per la giustizia e per la professione, l’avvocatura deve saper essere unita, moderna e capace di dialogare con le istituzioni senza perdere la propria indipendenza.Sarà mio impegno rappresentare al meglio le istanze dei colleghi lombardi, portando nelle sedi nazionali la concretezza e la passione che contraddistinguono il nostro lavoro quotidiano». Congratulazioni per il nuovo incarico Tutta l’associazione esprime complimenti e auguri all’Avv. Alessandro Mazzone per il prestigioso incarico all’interno dell’Organismo Congressuale Forense, certi che saprà rappresentare con competenza e dedizione l’avvocatura lombarda e nazionale. Condividi: Articoli Recenti

“The Role of the Court of Justice of the EU for Defence Lawyers” – Tre giorni di formazione a Trie

Dalla formazione all’aula della CGUE: un passo avanti per l’avvocato penalista europeo Tre giorni di formazione intensiva a Trier L’ERA Conference Centre di Trier ha ospitato per tre giornate il corso “The Role of the Court of Justice of the EU for Defence Lawyers”, dedicato a fornire strumenti pratici e conoscenze approfondite sul ruolo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e sulla cooperazione giudiziaria in ambito penale. I membri dell’Osservatorio sulla Procura Europea – Gianluca Pipitone, Irene Lepre e Fabio Calderone – hanno partecipato attivamente, cogliendo l’occasione per approfondire competenze, confrontarsi con colleghi provenienti da Stati membri e Paesi candidati e arricchire la propria pratica professionale con strumenti europei avanzati. Contenuti pratici e approfondimenti operativi Il programma del corso ha guidato i partecipanti attraverso tematiche concrete: i rinvii pregiudiziali, il mandato d’arresto europeo, l’ordine europeo di indagine e il principio del mutuo riconoscimento. I partecipanti hanno inoltre analizzato le più recenti pronunce della CGUE e le modalità di coordinamento con l’EPPO nelle indagini transfrontaliere, acquisendo strumenti immediatamente applicabili nella pratica professionale dell’avvocato penalista. Esperienza diretta alla Corte di Giustizia dell’UE Uno dei momenti più intensi ha avuto luogo a Lussemburgo, con la visita istituzionale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Gli avvocati hanno assistito a un’udienza, dialogato direttamente con funzionari della Corte e seguito una presentazione dettagliata sul funzionamento dell’istituzione. Questa esperienza ha reso concreto il legame tra formazione e applicazione del diritto europeo, rafforzando la comprensione dei meccanismi decisionali e della giurisdizione comunitaria. Attestato ufficiale e riconoscimento professionale Al termine del corso, i partecipanti hanno ricevuto un attestato ufficiale, elemento fondamentale per costruire il profilo dell’avvocato penalista europeo. Questo titolo rappresenta non solo un riconoscimento formale della formazione acquisita, ma anche un passo concreto verso l’integrazione della pratica forense nazionale con le procedure europee, sempre più rilevanti nell’attuazione del diritto UE e nella cooperazione giudiziaria tra Stati membri. Ringraziamenti e prospettive future I partecipanti esprimono gratitudine agli organizzatori per aver creato un evento capace di unire formazione specialistica, confronto internazionale e visione europea della professione forense. L’esperienza a Trier conferma l’importanza della formazione continua per l’avvocato penalista, che oggi deve saper operare non solo nel contesto nazionale, ma anche in quello europeo, gestendo con competenza casi transfrontalieri e strumenti giuridici complessi. Partecipare a iniziative di questo livello permette di tradurre teoria e normativa in strumenti pratici, contribuendo a rafforzare la tutela dei diritti e l’efficacia della cooperazione giudiziaria internazionale. Condividi: Articoli Recenti

Progetto RINSE – Riflessione sull’allargamento dello spazio giudiziario Europeo

Progetto Rinse: riflessione sull’allargamento dello spazio giudiziario Europeo nell’ottica della sempre maggiore implementazione del principio di mutuo riconoscimento nella circolazione e reimpiego dei beni sequestrati Due intense giornate di confronto presso l’Archivio di Stato della Reggia di Caserta hanno ospitato il workshop del #RINSEProjectEU, dedicato alla circolazione dei provvedimenti di sequestro e confisca nello spazio giudiziario europeo. Un contesto di altissimo livello, che ha favorito il dialogo tra professionisti e istituzioni provenienti da Italia, Grecia, Belgio e Francia. Per i membri dell’Osservatorio Procura Europea, in particolare Gianluca Pipitone, Sonia Sommacal e Irene Lepre, la partecipazione al progetto ha rappresentato una straordinaria occasione di formazione professionale, oltre che un momento di approfondimento giuridico e confronto operativo con colleghi europei. Il workshop ha permesso loro di consolidare competenze nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di riflettere criticamente sulle sfide concrete dell’attuazione del principio del mutuo riconoscimento. Particolare rilievo ha assunto l’intervento dedicato all’EPPO e alla recente sentenza della Corte di Giustizia UE nella causa C-281/22 condotto dal Dott. Lorenzo Salasar, che chiarisce il ruolo e le modalità di collaborazione tra il Procuratore Europeo Delegato titolare del caso e quello incaricato di prestare assistenza nelle indagini transfrontaliere. Secondo la Corte, gli articoli 31 e 32 del Regolamento EPPO mirano a semplificare la cooperazione giudiziaria tra Stati membri, sancendo l’accettazione dell’applicazione del diritto penale altrui, anche se differente dal proprio ordinamento nazionale.  In sintesi, a parere della Corte, gli artt. 31 e 32 Regolamento EPPO sono stati introdotti allo scopo di agevolare e semplificare la cooperazione giudiziaria fra i paesi UE che, in tal modo, accettano “l’applicazione del diritto penale vigente negli altri Stati Membri, anche quando l’attuazione del proprio diritto nazionale porterebbe a una soluzione diversa”. Simbolicamente forte anche il luogo scelto per l’incontro: la provincia di Caserta, terra ferita dalla criminalità organizzata, ma al tempo stesso luogo di rinascita e legalità. Commovente il ricordo di Don Giuseppe Diana, la cui testimonianza di coraggio continua a ispirare l’impegno per una giustizia al servizio della comunità. Un sentito ringraziamento agli organizzatori per aver reso possibile un evento di così alto profilo, capace di coniugare formazione, memoria e cooperazione internazionale. Condividi: Articoli Recenti

L’EPPO apre un’indagine amministrativa su possibili illeciti commessi da un procuratore europeo Bulgaro

L’EPPO apre un’indagine amministrativa su possibili illeciti commessi da un procuratore europeo Bulgaro. Il 26 marzo 2025, la Procura Europea (EPPO) ha annunciato l’apertura di un’indagine amministrativa su un procuratore europeo di nazionalità bulgara. La decisione è stata presa dal collegio dell’EPPO, e il Procuratore Capo ha prontamente informato il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione Europea. L’indagine riguarda possibili irregolarità commesse dal procuratore nell’ambito di un’inchiesta in corso condotta dallo stesso EPPO. La valutazione di questa vicenda, soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza del procuratore coinvolto, è ora nelle mani del Parlamento Europeo, del Consiglio dell’UE e della Commissione Europea. È importante ricordare che i procuratori europei vengono nominati dal Consiglio dell’UE e che l’indipendenza è un requisito fondamentale sia al momento della loro nomina sia durante l’intero mandato. Proprio su questo principio l’EPPO ha voluto ribadire la sua posizione con una dichiarazione ufficiale: “L’indipendenza di tutti i nostri procuratori è uno dei valori fondamentali dell’EPPO, ed è essenziale per l’adempimento della nostra missione.” L’indagine in corso punta quindi a fare piena luce sulla vicenda, nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità che guidano il lavoro dell’EPPO. Condividi: Articoli Recenti